mercoledì 25 novembre 2009
mercoledì 18 novembre 2009
Milano-Pavia: la Maratona
Milano-Pavia, 15 Novembre 2009
Quella Maratona mi ha chiamato: “Sono Milano-Pavia, la Maratona. Ti offro la pace del mio percorso: tu vieni e corrimi, e butta giù quel muro.” E al richiamo della Maratona si risponde: “Cara Maratona, il tuo invito mi onora, nella tua pace mi impegnerò a dare il meglio di me. Non chiedermi un tempo, perché io vengo dalla corsa dell’eterno presente. Ho la sensazione di poter tenere un’andatura sulla tua distanza, farò questa prova nel silenzio dei tuoi pioppi. A presto.”
La partenza al Parco delle Cave, dove 200 silenziose anime di tranquilli e seri Runners aspettano il via. Tutti con la stessa corporatura dal fisico asciutto, qui non si scherza, siamo nel regno delle lepri di pianura. Partiti, scivoliamo via leggeri nel griogiolino milanese, primo obiettivo raggiungere il Naviglio. L’incrocio con la solita intolleranza della città, ma noi scappiamo via mimetizzandoci come grigi lupi che puntano alla campagna. Costeggiato il Naviglio Grande fino a Porta Ticinese, una curva e ci troviamo sulla riva destra del Naviglio Pavese: sulla riva sinistra sono pronti i rinforzi, un foltissimo gruppo di migliaia di Runners esultanti e pronti per la Gara Storica da 33 km. Proprio in quell’istante lo sparo, e il fiume di Runners comincia a scorrere impetuoso a lato del Naviglio. Poco più avanti il rivolo di Maratoneti si immette nel suo corso: ha inizio la festa. Chissà dove sono i miei amici, forse già più avanti: obiettivo è arrivare al traguardo per l’incontro. Oggi mi accompagna il fido Garmin, che ogni 2 km mi mostra l’andatura del mio passo: 5’20’’ dall’inizio alla fine, riuscirò? Per il momento procedo così, tutto può ancora succedere. Ecco l’amico Stefano e la compagna Paola, piacere! Il loro passo fresco e rapido, ci vediamo all’arrivo.
Lasciata la città, il silenzio cala tra i Runners e nel grigio umido della pianura si alza in volo la Gru: distende le sue grandi ali blu e comincia la sua lenta e costante planata verso Pavia sul filo del Naviglio. Il fido Garmin mi mostra sempre lo stesso numero, ma mi fa notare che mi attardo un po’ ai ristori quando ho tra le mani le scivolose bustine di gel. Oggi va bene così. Il silenzio attorno, la pace, non penso più a nulla. Sfoglio chilometri come pagine di un libro di favole popolate dalle fate che giocano a nascondersi tra i vicini pioppi. Il passo procede regolare senza cedere: nessun problema, nessuna crisi, è una giornata buona. Per far riposare un po’ le gambe provo a giocare con le sensazioni: ora mi concentro sul movimento del bacino, ora sul segnale che manda la schiena e controllo che il busto sia in avanti.
Al 40^ km si entra in città, qualcosa di frizzantino mi risveglia per l’allungo finale, e via! Le vie del centro storico, ecco di nuovo Stefano e Paola, ci lanciamo insieme per lo sprint finale. Gli ultimi metri, l’amico Stefano prende per mano la compagna Paola da una parte e la zampa del Geco dall’altra, e tagliamo il traguardo così, a braccia alzate, insieme! Bellissimo, che emozione! Ci abbracciamo in 3, siamo felici! Il mio tabellone segna 3h50’: per la prima volta sotto il muro delle 4 ore, che vale anche come 3^ posto di categoria, ma soprattutto mi soddisfa la regolare condotta di corsa ad un ritmo per me nuovo sulla distanza.
Il point con gli amici runnerST: fedeli alle nostre rispettive Squadre, oggi abbiamo corso anche sotto un’altra bandiera comune. Una foto insieme sullo sfondo del Ponte Coperto. Il mio pensiero sereno torna lassù: per oggi, missione compiuta.
sabato 31 ottobre 2009
Il Geco fa gli esperimenti
domenica 25 ottobre 2009
EcoMaratona del Chianti 2009
Castelnuovo Berardenga (Siena), 18 Ottobre 2009
Il suono della sveglia interrompe il sonno turbato dai pensieri di questo periodo. Nel buio, la sensazione di qualcosa di importante da fare. La Maratona! Sono a Siena e oggi c’è l’Ecomaratona del Chianti! Accendo la luce.
Sulla strada per il piccolo borgo di Castelnuovo, la luce del Sole illumina tenue i dolci profili delle colline senesi: solo a guardarle viene voglia di correrle, delicatamente. La partenza in piazza, dove silenziosi sorrisi attendono lieti l’inizio di questa nuova avventura. La stretta di mano al raggiante Mitico Jane, il saluto al caro Maestro, la foto con la Squadra, il piacere di respirare quell’atmosfera. Sensazioni simili a quelle provate alla Pistoia-Abetone: qualcosa accomuna l’Eco all’Ultra, forse quel misto di determinata pace e silenziosa forza della gente che le corre. Si alza il vento, i runners spiegano le ali e prendono il volo.
La partenza tranquilla, la Bellezza attorno. Le colline si estendono fino all’orizzonte, senza fine. La loro terra, di creta fine e colore chiaro, illuminata dal Sole prende riflessi che sembrano d’oro. Le foglie della vite cominciano ormai ad arrossire, vogliono riposare. Gli ulivi invece sono ancora carichi delle loro ricche perle scure.
Verso il 15^ km la stanchezza e qualche dubbio su come portare a termine la Maratona. Al 20^ km l’incontro con Isabella, simpaticissima e tostissima ragazza del gruppo dei Super Maratoneti: a 33 anni ha già corso più di 50 tra Maratone, Ultra ed Eco. I racconti delle sue avventure mi fanno sognare, con i piedi per terra e la testa tra le nuvole. Verso il 25^ km le mie gambe capiscono che sono lì per correre. Le raffiche di vento sono sempre più forti. Al 30^ km il gasamento è alle stelle: mi sento parte dell’ambiente che mi circonda, l’istinto mi farebbe ululare come un Lupo che corre libero in territori incontaminati. Piccolo calo di ritmo tra il 35^ e il 37^ km, il forte vento non dà tregua. Al 38^ mi arriva un’improvvisa carica di energia: come una scossa, non so da dove viene, ma mi fa divorare gli ultimi 4 km, travolgendo quel che resta di salite e discese fino al traguardo. Mi dicono il tempo: 4h51’, che vale anche come secondo posto di categoria.
Il ringraziamento a Isabella, piacevole e stimolante compagna per tutta la seconda metà della corsa. Il ritrovo con la Squadra, la foto con il grande Mitico Jane, i nostri sorrisi. Il Sole dipinge di arancione le colline al tramonto di questa giornata immersa nella Bellezza. Ma dentro di me, sento che è l’alba.
giovedì 15 ottobre 2009
Nel frattempo
Come una barca nel buio mare in tempesta: obbiettivo tenere la rotta e saldo il timone.
Nel frattempo, ho cominciato a frequentare la palestra; sì, proprio quella con gli attrezzi, per rinforzare il distretto superiore. Già me ne accorgo: riesco finalmente a spostare la valigia, e durante le mie corsette sento segnali da muscoli di cui non avevo mai avvertito l'esistenza. Nel frattempo, ho deciso che domenica l'Ecomaratona del Chianti la faccio lo stesso, con un po' di incoscienza, senza allenamento ma come allenamento, per ritrovare un po' di quella resistenza generale che dev'essersi persa chissà dove. Obbiettivo: riuscire a portare a termine i 42 km entro le 8 ore, camminando in salita e corricchiando in discesa. Ne avrei proprio bisogno :-) A presto Blogtrotters!
sabato 3 ottobre 2009
Cari Blogtrotters
sabato 26 settembre 2009
Cronaca da Berlino
Berlino, 18-21 Settembre 2009
La partenza
La vigilia
Il giorno della Maratona
Il rientro
Berlino
La partenza
Dopo 8 giorni a letto con l’influenza e 2 di lavoro nonostante la febbricola per importanti scadenze, eccomi partire molto prima dell’alba alla volta di Berlino. Il piacevole gironzolare con la Squadra, la visita all’expo. Giornata impegnativa, cominciata troppo presto e finita troppo tardi, al freddo.
La vigilia
Il fisico mi lascia di nuovo, non riesco a stare al passo del giro turistico, la vista si fa scura e le voci lontane, mi sento cadere e rientro in camera, per trascorrere a letto il resto della giornata.
Il giorno della Maratona
Il riposo è servito per recuperare un po’. Come turista, sono alla partenza della Maratona. Clima allegro e festoso. Là nelle gabbie gente più che normale: le Maratone, più sono affollate, più ne hanno dentro di tutti i tipi. Non valgo meno della gente che sta da quella parte del muro. Per quale motivo, ancora una volta, non posso essere di là? La salute, non posso farci nulla. I palloncini gialli si alzano in cielo. L’odore di maiale mi dà la nausea. L’attesa per i top è per fortuna breve: bello applaudire Haile, grande piccolo uomo dal volto segnato dalla fatica. E poi, ancora una volta, sono a far da spettatore alla solita passerella. I soliti volti di maratoneti, i soliti fisici che ogni quarto d’ora cambiano caratteristiche. Ognuno è il protagonista di se stesso. Un esaltato viene a chiedere il tifo per i suoi ultimi 200 metri: chi credi di essere, un eroe? Sei solo uno che ha la fortuna di essere da quella parte del muro, oggi. Sono passate 3 ore, la mia pazienza è già finita. Questa è l’ultima Maratona che guardo dall’altra parte. Saluto i tifosi della Squadra e mi allontano, guidata dall’istinto alla ricerca di un po’ di pace, ritrovandomi all’Isola dei Musei.
Il Pergamon Museum, un viaggio tra imponenti meraviglie come l’Altare di Pergamo, la Porta del Mercato di Mileto, la Porta di Ishtar. Una mostra speciale mi fa incontrare le antiche divinità greche: Artemide mi è sempre piaciuta, Dionisio pure, ad Atena chiedo se è ancora viva, ad Asclepio se con il suo bastone di serpente ogni tanto può pensare anche a me. Una curiosità: nel 6° secolo ac Dionisio era raffigurato come un uomo, con la barba; poi nel 4° secolo ac lo hanno ringiovanito ed effeminato, raffigurandolo come un ragazzino imberbe con la capigliatura che facevano alle donne; poi la loro civiltà è tramontata. Corsi e ricorsi della storia.
Da lì all’Alte Nationalgalerie: inutile pubblicizzarla per gli avanzi dell’Impressionismo francese, il suo vero valore sta negli artisti del luogo. Veramente meritevoli von Menzel e von Werner, le cui pennellate di Realismo denunciano tutto lo squallore che si cela dietro il perbenismo di un ignorante, falso e cafone potere costituito. Quanto mai attuale: non importa l’epoca, anche nei volti dell’Ottocento si possono leggere le solite squallide vicende di ingiustizie, di bastardi e di puttane. E in ogni quadro c’è un particolare che rappresenta l’artista: ora un dettaglio elegante che si discosta dal mare dei nobili cafoni, ora due occhi in un angolo che guardano pieni di rabbia l’osservatore dell’opera. Salite le scale fino al piano superiore, i Romantici cieli di Friedrich sembrano messi lì apposta per far respirare l’animo, aprendosi in una luce di speranza dopo un percorso cupo. È là, in quei cieli chiari, che vola la mia Gru. Rivoglio la Mia Corsa.
Quando esco il Sole sta tramontando: la giornata è finita, trascorsa in una dimensione senza tempo. Un viaggio in un insolito eterno presente che tanto mi mancava. Le campane del Duomo provano a riempire l’aria di note di speranza.
La visita a Berlino si chiude tra le macerie del quartiere generale delle SS. Una mostra fotografica è dedicata agli orrori progettati qui e destinati agli Ebrei. Mi colpiscono i volti dei dirigenti e degli ufficiali delle SS: non hanno le facce da cattivi, ma da pezzi di merda. Togliendo loro la divisa e facendo loro indossare un bell’abito blu, nero, o grigio, non si distinguerebbero dai membri delle attuali gerarchie. Quegli orrori mossi da fanatica ignoranza si possono ancora ripetere, anche oggi, anche qui.
I maratoneti del day after, mescolati tra i turisti, sfoggiano vistose maglie rosse da finisher che giustificano la loro andatura caracollante. Quando capiscono di parlare la stessa lingua, uno si rivolge al primo sconosciuto come ad un vecchio amico: “Hai fatto la Maratona?” “Sì!” “Quanto hai fatto?” Meglio voltare pagina, che domani devo andare a fare le analisi, per vedere perché fatico a reggermi in piedi.
Berlino
Cara Berlino, sinceramente non mi sei piaciuta, anche se meritavi di essere conosciuta. Mi immagino quanto grande e bella dovevi essere quando ospitavi i pensieri e gli studi di Hegel, Feuerbach e Planck, con le pennellate di von Menzel, von Werner e Friedrich, con le note di Mendelssohn. Poi ti hanno distrutto. Non hai più un’identità, stai ancora cercando di ricostruirti, abbattendo le tue vergogne, facendo la plastica alla tue ferite, cercando di imitare le tue belle e lontane cugine europee, di cui spesso finisci per essere una brutta copia un po’ pacchiana. Non sei “bella”, sensazione che mi hanno trasmesso altre città, non mi è rimasta la voglia di ritornare per correrti. Ciao.
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| La Squadra a Berlino | Un cielo di Friedrich |
sabato 12 settembre 2009
mercoledì 9 settembre 2009
Senza parole
lunedì 7 settembre 2009
Il volo della Gru
Cortenuova (BG), 6 Settembre 2009
32 km di pianura in tranquilla e curiosa costante progressione, da 5'30'' a 5'10'', con un gel al 15° per non "raschiare il fondo" a 2 settimane dalla Maratona e qualche pausa per le informazioni su come ritrovare il percorso, perso nella tapasciata semi deserta. Sensazioni davvero belle, complice la giornata tersa e l'aria finalmente fresca. Alzando lo sguardo verso nord, le montagne, in un abbraccio da Lecco a Brescia, splendida nitida vista concessa in rari momenti dell'anno. La loro voce: "Arrivederci! Noi adesso andiamo in letargo, ti aspettiamo la prossima primavera per lunghi sogni insieme, senza spazio nè tempo. Ma quest'inverno, qualche volta, vieni lo stesso a trovarci. Ciao!"
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